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Tecnostress e calo del desiderio sessuale: ampissima diffusione di una notizia su questo tema

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Ecco ci siamo! I media italiani si sono accorti del tecnostress!
Ma qual è finalmente il motivo di tanta attenzione?

E’ successo che all’inizio di ottobre l’associazione Netdipendenza Onlus facesse circolare tra le principali testate on-line un comunicato relativo a una ricerca che segnalava il rapporto diretto tra tecnostress e calo del desiderio sessuale.

E’ bastata quindi la presenza della parola magica “sesso” che tutti i media si sono buttati sulla notizia, pubblicandola o rilanciandola. In realtà, la ‘notizia’ non è proprio tale.

Netdipendenza Onlus ha estratto dei dati già raccolti in sue precedenti ricerche e già raccolti in una recente pubblicazione sul tecnostress (dove è risultata una stima di circa 2 milioni le persone in Italia – soprattutto maschi – che devono fare i conti con ansia, calo del desiderio, problemi sessuali e disturbi del sonno con anche insonnia), li ha mixati con dati di ricerche estere (un questionario diffuso un anno fa dal sito Broadbandchoises, pubblicato dal New York Daily News, sull’uso dei gadget tecnologici dove emerge che il 15% delle persone intervistate aveva confessato di avere meno rapporti sessuali per colpa di notebook e tablet, spesso portati a letto; una recente ricerca americana, pubblicata sul Journal of American Medical Association dove si evidenzia che il 16% degli uomini che naviga soffre di totale assenza di stimoli sessuali nei confronti della partner per via del troppo tempo passato a postare e twittare; un’indagine 2013 di Mobile Consumer Habits che segnala che 1 americano su 10 non rinuncia a usare lo smartphone anche durante un rapporto sessuale) e con pareri terzi (Carlo Molinari, urologo Ospedale San Camillo di Roma, espone il suo parere su come prevenire il Tecnostress  e le complicanze legate al benessere sessuale della coppia), e li ha ‘confezionati’ perbene, centrando essenzialmente il focus di questa “notizia” sul rischio tecnostress correlato agli effetti di astenia sessuale, il calo del desiderio dovuto all’abbassamento del livello di testosterone, l’ormone responsabile della libido maschile.

In questo sito, abbiamo già dedicato spazio a questo argomento, evidenziando come il calo del desiderio e altri problemi sessuali e di relazione sono solo alcuni dei sintomi dei soggetti tecnostressati.

Ma quando si parla di sesso tutti stanno sull’attenti, come dimostra la vasta e repentina diffusione di questa notizia su una grande quantità di testate d’informazione, che per la prima volta hanno diffuso ampiamente un’informazione riguardo al rischio tecnostress (tra l’altro, leggendo i diversi articoli, ho la certezza che alcuni giornalisti hanno guardato parecchio questo sito, dal quale hanno anche ‘prelevato’ dei contenuti ..).

Vi propongo quindi un riepilogo – peraltro parziale – dei siti che hanno pubblicato questa notizia, più nella logica di mostrare la grande capacità di diffusione di una notizia di questo tipo, che per invitarvi a leggere i diversi contenuti della stessa sui diversi media, contenuti, peraltro, che i lettori di questo sito conoscono già da tempo.

AGI – Sesso: attenti a Internet, ‘tecnostress’ provoca calo libido

REPUBBLICA – Sesso, calo desiderio e ansia per 2 milioni di italiani ‘tecnostressati’

ITALIA24ORE – ‘Tecnostress’, la tecnologia che distrugge il desiderio sessuale

NOIGIOVANI – Sesso e social network: 2 milioni di italiani colpiti dal tecnostress

WAKEUPNEWS – Poco sesso? Colpa di Facebook e Twitter: ecco il ‘tecnostress’

INTERNATIONAL BUSINESS TIME – Problemi a letto? Forse è colpa del “tecnostress”

MARIECLAIRE – ll tecnostress uccide la libido

VELVETBODY – Sesso, italiani stressati dalle tecnologie: calo del desiderio in agguato

DIREGIOVANI – Sesso a rischio. Tutta colpa del tecnostress

OGGISALUTE – “Tecnostress”, due milioni di italiani rinunciano al sesso per la tecnologia

LIBERO – Sesso a rischio. Tutta colpa del ‘tecnostress’

CENTROMETEOITALIANO – Tecnostress, la libido sessuale cala grazie ad internet

NEXTME – Tecnostress: provoca insonnia e calo del desiderio

ASSODIGITALE – Quando cala il desiderio sessuale la colpa è del tecnostress

WEBISLAND – È colpa del “tecnostress” se facciamo poco sesso

ITALIASALUTE – Sesso: il tecnostress nuoce all’amore

THEGLAMOURGEEKGIRL – Siamo tutti Tecnostressati?

TELEMEDITALIA – La “malattia” del terzo millennio: il Tecnostress. Sotto accusa anche i Social Network      

COMUNICAREPENSANDO – Tecnostress, troppa tecnologia nuoce gravemente alla libido

OGGINOTIZIE – Tecnostress, se Facebook e Twitter uccidono la libido sessuale

POPBUZZ – Sesso e desiderio diminuiscono con i social network

LEIDONNAWEB – Tecnostress, cala la libido dei maschi italiani: la colpa è di Facebook e Twitter

BLOGBENESSERE – Tecnostress, la tecnologia contro la vita intima di 2 milioni di italiani

INFORMAZIONE – Sesso a rischio. Tutta colpa del tecnostress

MEDITERRANEWS – Tecnostress e difficolta di coppia ecco alcuni dati scientifici

I-DOME – Sondaggio on line: il tecnostress toglie tempo al sesso?

DEABYDAY – Come difendersi dal tecnostress: lo stress digitale

WDONNA – Sesso in calo: la tecnologia inibisce il rapporto

PAPERBLOG – Tecnostress e difficoltà di coppia

QOOP – Sesso a rischio. Tutta colpa del tecnostress

GAIANEWS – Ansia e problemi sessuali? E’ il tecnostress

BENESSEREBLOG – Tecnostress, la tecnologia contro la vita intima di 2 milioni di italiani

PIANETADONNA – Aiuto il mio uomo è un tecnostressato

INTOPIC – Tecnostress: via libera a calo del desiderio, ansia, insonnia…

VANITYFAIR – Meno sesso per tutti: fra un tweet e un link s’inabissa il quid

URBANPOST – Uomini e sesso, troppa tecnologia fa calare il desiderio

DATAMANAGER – Tecnostress: quando la tecnologia uccide la libido

LADISCUSSIONE – Tecnostress, ecco come ci distrugge

CLANDESTINOWEB – Tecnostress: due milioni di italiani hanno un calo del desiderio a causa delle nuove tecnologie

NOTIZIE GUIDONE – Tecnostress: causa e disturbi, tra tutti il calo del desiderio sessuale

BITCITY – Problemi di coppia? E’colpa del tecnostress

PSICOTECNOLOGIE – Tecnostress e libido: nuovi fattori di rischio per il benessere sessuale

CHICCHEINFORMATICHE – Il tecnostress causa astenia e calo del desiderio sessuale!

MONDO24 – Tecnostress: un nuovo disturbo minaccia gli uomini italiani

STATEOFMIND – Tecnostress: quando nella coppia si è in 3

e la lista non è certamente completa, anzi … continuate la visione con questa ricerca.

 

Set 19, 2013

Randstad Wormonitor 2012: italiani sempre più stressati dalla tecnologia …

randstad

Il Randstad Wormonitor 2012 è un’analisi relativa all’andamento del mercato del lavoro svolta dalla multinazionale Olandese in 29 nazioni.

L’edizione 2012 di Randstad Wormonitor si è concentrata sulle dinamiche generate nel lavoro dai dispositivi tecnologici, in particolare quelli dedicati alla comunicazione.

La ricerca è stata condotta attraverso interviste online tra lavoratori di età compresa tra 18 e 65 anni che hanno lavorato almeno 24 ore a settimana in un lavoro dipendente (esclusi i lavoratori autonomi). La ricerca è stata condotta tra il 20 Gennaio e il 14 Febbraio in: Argentina, Cile Germania Italia, Nuova Zelanda, Spagna, Regno Unito, Australia, Cina, Grecia, Giappone, Norvegia, Svezia, Stati Uniti, Belgio, Repubblica Ceca, Hong Kong, Lussemburgo, Polonia, Svizzera, Brasile, Danimarca, Ungheria, Messico, Singapore, Olanda, Canada, Francia, India, Malaysia, Slovacchia e Turchia.

Riguardo ai dati italiani:

– il 75% dei lavoratori italiani dispone di un accesso in rete sul luogo di lavoro, a un quarto del totale il datore di lavoro ha fornito uno smartphone con accesso alla rete, mentre circa la metà del campione dispone di uno smartphone personale con accesso a internet.

– il 39% dei datori di lavoro pretendono una reperibilità 24 ore al giorno 7 giorni su 7.

– il 31% dei lavoratori sono convinti che telefono, mail e internet riducano concentrazione e produttività.

– i lavoratori italiani sono più sensibili (32%) rispetto ai colleghi stranieri alle sollecitazioni, e quindi alle distrazioni, che arrivano quotidianamente da telefono e mail e, in particolare, sono i più convinti (30% degli intervistati) che l’accesso alla rete sia un fattore in grado di far diminuire la propria produttività lavorativa.

–  il 63% del campione ammette di aver ricevuto telefonate o mail al di fuori dell’orario di lavoro o, il 52%, durante le vacanze.

– il 63% degli italiani dichiara di aver avuto impegni di lavoro in luoghi privati, solo il 33% degli intervistati ha provato a controbilanciare il “trend” occupandosi di questioni private sul luogo di lavoro.

– il 41% dei lavoratori afferma di ricevere quotidianamente più informazioni di quante ne riesca a gestire,

– per il 75% degli italiani internet è ormai diventato uno strumento di lavoro scontato e largamente diffuso utilizzato quotidianamente.

– il 73% degli italiani afferma ancora di preferire la relazione diretta a testimonianza, malgrado la ricca disponibilità di strumenti virtuali che agevolano la comunicazione fra le persone.

In sintesi, il Work Monitor Randstad 2012 mette in luce l’assenza di una regola chiara e condivisa o di un confine normativo nell’utilizzo degli strumenti tecnologici, che oltre a generare difficoltà nell’individuo, influenza a volte negativamente lo svolgimento del lavoro quotidiano. Il rischio è che gli strumenti adottati per migliorare l’operatività e qualificare la produttività producano risultati opposti.

Leggi la presentazione integrale della ricerca a questo link.

Tecnostress/Technostress: Review delle recenti ricerche internazionali.

Ho fatto un giro sulla rete alla ricerca di qualche studio recente relativo al tecnostress.

Non ho trovato molte cose ‘fresche’ – giacché questo sito ha già pubblicato periodicamente tutte le principali ricerche e studi relativi all’argomento – ma integro con alcune ricerce su aspetti estremamente differenti del tecnostress che potete leggere di seguito con l’abstract in lingua originale.

Facendo questa ricognizione sono emersi due dati: il primo è che alcune ricerche e articoli scientifici sul tecnostress sono rilasciati solo a pagamento (il link rimanda direttamente alla pagina di presentazione e vendita dell’articolo); il secondo è che la ricerca sul tecnostress è oramai svolta a livello mondiale.


A Conceptual Model of Technology Features and Technostress in Telemedicine Communication
Ziyu Yan, (City University of Hong Kong), Xitong Guo, (Harbin Institute of Technology), Matthew K.O. Lee, (City University of Hong Kong), Douglas Vogel, (City University of Hong Kong)
This paper aims to provide systemic understanding with regard to the adoption of computer mediated communication (CMC) technology and its impact on technostress levels. Based on the theoretical lens rooted in the psychology literature and emerging problems observed through engagement with organizations in our field research, we propose a conceptual model that articulates technology characteristics in telemedicine communication. The model defines both the antecedents and outcomes of technostress, emphasizing investigation of the underlying mechanisms of the overall process in regard to fit between users and adopted technologies. The proposed model identifies the antecedents of technostressors in regard to the use of telemedicine technologies, and provides the means to examine the process systematically. It could be useful for administrators to constitute organizational strategy to alleviate stress levels, thus improving work performance and quality of working life. Articolo a pagamento.

The Dimensions of Technostress among Academic Librarians
Ungku Norulkamar Ungku Ahmad – Salmiah Mohamad Amin
Faculty of Management and Human Resource Development, Universiti Teknologi Malaysia, 81310 Johor BahruCampus, Malaysia
This paper examines the level of technostress among academic librarians in the Malaysian public universities. The highly automated workplace environment causes technostress to become a common phenomenon among academic librarians. Based on related technostress theories, five dimensions of technostress were determined. A total of 162 academic librarians from nine public universities of West Malaysia were chosen as respondents for this study. A cross-sectional survey was carried out and data were collected using online self-administered survey. The results of the descriptive analysis indicate that, in general, the academic librarians experienced moderate level of technostress in their workplace. With regards to the technostress dimensions, the respondents were found to experience high level of techno-uncertainty and moderate level of techno-overload and techno-complexity. The findings, however, show that the respondents were only experiencing minimum level of techno-invasion and techno-insecurity. Ottima bibliografia specifica in chiaro. Articolo a pagamento.

Technostress in the office: a distributed cognition perspective on human–technology interaction
Charlott Sellberg – Tarja Susi
Technology is a mobile and integral part of many work places, and computers and other information and communication technology have made many users’ work life easier, but technology can also contribute to problems in the cognitive work environment and, over time, create technostress. Much previous research on technostress has focused on the use of digital technology and its effects, measured by questionnaires, but in order to further examine how technostress arises in the modern workplace, a wider perspective on interactions between people and technology is needed. This paper applies a distributed cognition perspective to human–technology interaction, investigated through an observational field study. Distributed cognition focuses on the organisation of cognitive systems, and technostress in this perspective becomes an emergent phenomenon within a complex and dynamic socio-technical system. A well-established questionnaire was also used (for a limited sample), to gain a frame of reference for the results from the qualitative part of the study. The implications are that common questionnaire-based approaches very well can and should be complemented with a broader perspective to study causes of technostress. Based on the present study, a redefinition of technostress is also proposed.
Ottima bibliografia specifica in chiaro nel tab ‘References’. Articolo a pagamento.

The consequences of technostress for end users in organizations: conceptual development and empirical validation
Ragu-nathan, T. S. and Tarafdar, M. and Ragu-nathan, B. S. and Tu
Lancaster University Management School
The research reported in this paper studies the phenomenon of technostress, that is, stress experienced by end users of Information and Communication Technologies (ICTs), and examines its influence on their job satisfaction, commitment to the organization, and intention to stay. Drawing from the Transaction-Based Model of stress and prior research on the effects of ICTs on end users, we first conceptually build a nomological net for technostress to understand the influence of technostress on three variables relating to end users of ICTs: job satisfaction, and organizational and continuance commitment. Because there are no prior instruments to measure constructs related to technostress, we develop and empirically validate two second order constructs: technostress creators (i.e., factors that create stress from the use of ICTs) and technostress inhibitors (i.e., organizational mechanisms that reduce stress from the use of ICTs). We test our conceptual model using data from the responses of 608 end users of ICTs from multiple organizations to a survey questionnaire. Our results, based on structural equation modeling (SEM), show that technostress creators decrease job satisfaction, leading to decreased organizational and continuance commitment, while Technostress inhibitors increase job satisfaction and organizational and continuance commitment. We also find that age, gender, education, and computer confidence influence technostress. The implications of these results and future research directions are discussed. Login con password obbligatorio.

Coping with the Dynamic Process of Technostress, Appraisal and Adaptation
Connolly, Amy J. (University of South Florida), Bhattacherjee, Anol
Despite its importance, the process of technostress remains significantly unstudied in MIS research. Here we reviewthe relevant literature on technostress and synthesize the coping model of user adaptation (Beaudry andPinsonneault, 2005) with transaction based models of technostress to align these theories with referent models ofstress, appraisal and adaptation. We posit that technostress should be studied as a dynamic, unfolding process, not asan assumed, static black box. We present a dynamic process model of technostress as it was intended by Caro andSethi (1985), which reconciles technostress with more than 60 years of stress research.
Articolo a pagamento.

Investigating Technostress in situ: Understanding the Day and the Life of a Knowledge Worker Using Heart Rate Variability
Stefan Schellhammer, Russell Haines, Stefan Klein
International Conference on System Sciences (HICSS)
The proliferation of information and communication technology (ICT) throughout workplace and home life is thought to increase feelings of being overloaded, drained, and/or burned out. This phenomenon is termed “technostress.” In this relatively new line of research, scholars have employed predominantly questionnaire surveys and experiments to investigate the phenomenon. This paper argues for an interpretive, theory building approach for studying techno stress, motivated by two shortcomings of these data collection techniques: questionnaire surveys rely on potentially imperfect participant recall, while experiments cannot find root causes of techno stress during the course of a normal work day. Linking periods of bodily-experienced stress measured by heart rate variability with qualitative data enables an interpretive, theory building approach that allows for a richer understanding of whether and how ICT contributes to stress.
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Work Values, Achievement Motivation and Technostress as Determinants of Job Burnout among Library Personnel in Automated Federal University Libraries in Nigeria
Olalude Oluwole Francis
Emmanuel Alayande Collage Education Oyo
This descriptive study examined work values, achievement motivation and technostress as determinants of job burnout among the library personnel in federal universities in Nigeria. The study adopted a descriptive survey research design and 646 library personnel from 18 automated federal university libraries participated in the study. The sampling technique used was single stage random sampling technique. Five instruments were used for this study namely: work values, achievement motivation, job burnout and technostress scales synchronized into a questionnaire titled (WVAMJOBTS) and structured interview checklist. Each of the research instruments was validated with a reliability coefficient of 0.90, 0.82, 0.82, 0.95 and 0.62 for work values, achievement motivation, job burnout, technostress and structured interview checklist respectively using Cronbach-alpha method. Data collected were analysed using percentages, mean, standard deviation, product moment correlation and multiple regression analysis. Research questions were answered and research hypotheses tested at 0.05 level of significance. The results of these analyses revealed that the respondents had moderate level of work values and achievement motivation and high level of technostress and job burnout, work values and achievement motivation of the respondents were inversely related to job burnout, whereas technostress was positively related to job burnout. Technostress was found to have the highest relative contribution among the independent variables to the problem of job burnout. Based on the findings, recommendation were made to solve the problem of job burnout among the library personnel in federal universities in Nigeria.
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Psychological Character of Computer-related TECHNOSTRESS
Etienne Erasmus
Manpower Development Department Chemicals Business, Sasol Polymers Sasolburg – South Africa
The strain experienced by computer-users due to the rapid developing computer environment, known as technostress, is often ignored seeing that it is not seen as a real type of psychological stress such as post-traumatic stress etc.
This paper is concerned with showing that there is theoretical congruence between computer-related technostress and psychological stress. This is accomplished by examining the onset and nature of psychological stress and comparing it with the characteristics of computer related technostressat the hand of a well-recognised psychological stress model. The resulting finding made is that strong theoretical congruence exists.
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Giu 10, 2013

Facciamo il punto sulla dipendenza da Internet – I.A.D. Internet Addiction Disorder + Infografica

Come ben sappiamo dagli articoli presenti in tecnostress.it, la massiccia diffusione di internet e dei nuovi mezzi di comunicazione sta producendo da oltre un decennio il diffondersi di fenomeni psicopatologici collegati ad un uso eccessivo o inadeguato della rete che si manifesta con una sintomatologia simile a quella osservabile in soggetti dipendenti da sostanze psicoattive.

Questo disturbo, catalogabile come un disturbo ossessivo-compulsivo, fu chiamato I.A.D. Internet Addiction Disorder dallo psichiatra americano Ivan Goldberg che già nel 1995 indicò i criteri diagnostici utili al riconoscimento di tale disturbo.

Da allora, numerose pubblicazioni internazionali sull’argomento hanno posto l’attenzione al rischio di dipendenza da Internet e hanno messo in luce che l’utilizzo della Rete può indurre problemi di dipendenza psicologica e danni psichici e funzionali per il soggetto.

Tali problemi sono di varia natura e si manifestano in diversi ambiti della vita personale:

nell’ambito relazionale e familiare. Aumentando progressivamente le ore di collegamento, diminuisce il tempo disponibile da dedicare alle persone significative ed alla famiglia. Il virtuale acquista un importanza maggiore della vita reale, dalla quale il soggetto tende ad estraniarsi sempre di più, arrivando anche a trascurare gli oneri domestici. Il matrimonio viene spesso compromesso a causa dei frequenti rapporti amorosi che nascono in Rete e che a volte si concretizzano in vere e proprie relazioni extraconiugali.

nell’ambito lavorativo e scolastico. L’eccessivo coinvolgimento nelle attività di Rete distoglie l’attenzione dal lavoro e dalla scuola. Inoltre i collegamenti esageratamente prolungati, anche durante le ore notturne, portano allo sconvolgimento del regolare ciclo sonno-veglia e ad una stanchezza eccessiva, che invalida il rendimento scolastico e professionale.

nell’ambito della salute. La dipendenza da Internet provoca numerosi problemi fisici che possono insorgere stando a lungo seduti davanti al computer (disturbi del sonno, irregolarità dei pasti, scarsa cura del corpo, mal di schiena, stanchezza agli occhi, mal di testa, sindrome del Tunnel Carpale, ecc.).

dal punto di vista finanziario. Questi si presentano soprattutto nei casi in cui il soggetto partecipi ad aste, commercio on-line e gioco d’azzardo virtuale. Comunque i problemi economici possono anche scaturire dai costi dei collegamenti, che in alcuni casi raggiungono la durata di 50 ore settimanali e dalla fruizione di materiale pornografico che richiede il numero della carta di credito dell’utente.

Nellla pratica clinica, la dipendenza da internet o Internet addiction è in realtà un termine piuttosto vasto che copre un’ampia varietà di comportamenti, ai quali sottostanno da un punto di vista psicologico problemi nel controllo degli impulsi e difficoltà nel regolare gli stati emotivi dolorosi. Inoltre la dipendenza da internet e la dipendenza dal computer sono ormai inscindibilmente legate e a volte si usano i termini dipendenza online o dipendenza tecnologica per indicare il fenomeno nel suo complesso.

Secondo Kimberly Young, fondatrice del Center for Online Addiction statunitense, sono riconoscibili 5 tipi specifici di dipendenza online:

Dipendenza cibersessuale (o dal sesso virtuale): gli individui che ne soffrono sono di solito dediti allo scaricamento, all’utilizzo e al commercio di materiale pornografico online, o sono coinvolti in chat-room per soli adulti. La stessa può accompagnarsi a masturbazione compulsiva, vedi anche la più generale dipendenza sessuale.

Dipendenza ciber-relazionale (o dalle relazioni virtuali): si caratterizza per la tendenza ad instaurare rapporti d’amicizia o amorosi con persone conosciute on-line, principalmente via social o chat. Si tratta di una forma di relazione nella quale gioca un ruolo fondamentale l’anonimato, il quale permette di attribuirsi specifiche fisiche e caratteriali anche molto lontane da quelle che il soggetto presenta nella vita reale. Gli individui che ne sono affetti diventano troppo coinvolti in relazioni online o possono intraprendere un adulterio virtuale. Gli amici online diventano rapidamente più importanti per l’individuo, spesso a scapito dei rapporti nella realtà con la famiglia e gli amici. In molti casi questo conduce all’instabilità coniugale o della famiglia.

Net Gaming o Net Compulsion: la dipendenza dai giochi in rete comprende una vasta categoria di comportamenti, compreso il gioco d’azzardo patologico, i videogame, lo shopping compulsivo e il commercio online compulsivo. In particolare, gli individui utilizzeranno i casinò virtuali, i giochi interattivi, i siti delle case d’asta o le scommesse su Internet, soltanto per perdere importi eccessivi di denaro, arrivando perfino ad interrompere altri doveri relativi all’impiego o rapporti significativi. Queste attività hanno diverse caratteristiche in comune: la competizione, il rischio ed il raggiungimento di una immediata eccitazione.

Sovraccarico cognitivo o Eccesso di informazioni (Information Overloaded): la ricchezza dei dati disponibili sul World Wide Web ha creato un nuovo tipo di comportamento compulsivo per quanto riguarda la navigazione e l’utilizzo dei database sul Web. Gli individui trascorrono sempre maggiori quantità di tempo nella ricerca e nell’organizzazione di dati dal Web. A questo comportamento sono tipicamente associate le tendenze compulsive-ossessive ed una riduzione del rendimento lavorativo.

Gioco al computer: già negli anni ottanta i ricercatori scoprirono che il gioco ossessivo sul computer era diventato un problema nelle strutture organizzate, dato che gli impiegati trascorrevano la maggior parte del giorno a giocare invece che a lavorare. Oggi, con la diffusione dei giochi via Internet con più utenti contemporaneamente attivi e dei giochi di ruolo interattivi in cui il soggetto partecipa costruendosi un’identità fittizia, i ‘giocatori’ (di solito sempre molto giovani) sono sempre attivi nei loro ambienti ludici, con una conseguente crescita di forti dipendenze psicologiche.

In letteratura sono state individuate 4 categorie di elementi che contribuiscono all’insorgere di psicopatologie legate all’uso di Internet:

– le psicopatologie preesistenti. In più del 50% dei casi la IAD può essere indotta da alcuni tipi di disturbi psichici preesistenti. I fattori di rischio includono una storia di dipendenza multipla, condizioni psicopatologiche come disturbo depressivo, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbo bipolare, compulsione sessuale, gioco d’azzardo patologico, o fattori situazionali, come sindrome da burnout, contrasto coniugale o abuso infantile.

– le condotte a rischio (“eccessivo consumo”, riduzione delle esperienze di vita e di relazione “reali”,ecc);

– eventi di vita sfavorevoli (problemi lavorativi, familiari, ecc: “internet come valvola di sfogo”);

– le potenzialità psicopatologiche proprie della rete (anonimato e sentimenti di onnipotenza che possono degenerare in: pedofilia, sesso virtuale, creazione di false identità, gioco d’azzardo, ecc).

Per soggetti in cura medica per IAD, le terapie ritenute più efficaci per curare questa Internet dipendenza sono sostanzialmente le stesse impiegate per gli altri tipi di dipendenza, come la terapia cognitivo comportamentale, la terapia psicodinamica interpersonale (IPT), la terapia sistemico relazionale ed il tradizionale gruppo di supporto “dei 12 passi” e la terapia coniugale o familiare, a seconda dei casi. Negli Stati Uniti viene utilizzato il Counseling online, pratica attualmente vietata in Italia agli psicologi, per disposizione dell’Ordine Professionale degli Psicologi, in attesa di una regolamentazione normativa.

Ho fatto questo breve riepilogo teorico per poi farvi ritrovate questi stessi concetti in forma visiva in questa bella infografica sulla dipendenza da Internet – I.A.D. Internet Addiction Disorder.

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Mag 10, 2013

Lavorare con gli smartphones e il tablets: il sindacato olandese FNV pubblica una ricerca sui rischi per i lavoratori di smartphones e tablets.

smartphone-cellulare-al lavoro

Come ben sappiamo, l’utilizzo di smartphones e tablet aziendali per lo svolgimento di attività lavorative comporta sia la presenza di rischi ben noti per la salute (prevalentemente rischi psicosociali e rischi muscolo-scheletrici e osteo-articolari), sia la dilatazione dei tempi di lavoro all’interno dei tempi di vita privata, con un significativo aumento delle attività lavorative – quasi mai retribuite oltre al nrmale stipendio – e una contrazione del tempo libero individuale.

Su questo tema sta ragionando il FNV, un sindacato olandese che ha commissionato all’Università di Amsterdam una ricerca sui rischi per i lavoratori di smartphones e tablets. La ricerca è in in lingua olandese e potete scaricarla integralmente al termine di questo articolo, il comunicato stampa di presentazione della ricerca è presente a questa pagina ed è in inglese. L’ho tradotta per voi e potete leggerla di seguito.

Smartphone sul lavoro: sindacati olandesi sollevano timori per la salute (ricerca)

Più di 800.000 smartphone e tablet sono stati venduti nel 2012 – non tutti per uso privato. Un numero crescente di datori di lavoro hanno fornito al loro personale queste tecnologie, specialmente nel “knowledge business”. La Confederazione Sindacale Olandese FNV – preoccupata per l’impatto potenziale sulla salute dei lavoratori di un uso eccessivo di questi nuovi strumenti di lavoro,  ha commissionato un rapporto all’Università di Amsterdam che è stato pubblicato a fine dicembre 2012.

Il rapporto si intitola “Techno-Stress” e fa il punto su rischi emergenti da uso eccessivo di smartphone e tablet passando in rassegna la letteratura scientifica sulle minacce per la salute – principalmente rischi psicosociali  e disturbi muscoloscheletrici.

Dato che non è ancorara stata fatta nessun lavoro di indagine epidemiologica, l’autore del rapporto Jan Popma si basa principalmente sui dati di una ricerca svolta tra giovani utenti ancora in formazione, arricchita dai risultati di un sondaggio online a cui hanno preso parte 250 membri FNV.

La relazione si concentra principalmente sui rischi psicosociali derivanti dall’uso sul lavoro di smartphone e tablet in termini di “tecno-stress” (“ogni impatto negativo sugli atteggiamenti, pensieri, comportamenti o fisiologia del corpo che è causato direttamente o indirettamente dalla tecnologia”) , “tecno-dipendenza” (uso compulsivo continuo, anche quando l’attività è manifestamente dannosa) e “techno-invasione” (situazioni in cui il confine tra lavoro e vita privata è eliminato).

L’autore cita un sondaggio 2011 fatto tra 3.700 dipendenti. Uno su otto dei partecipanti di età compresa tra 22 e i 34 anni controllano il proprio cellulare più di dieci volte all’ora durante il loro tempo libero (“tempi morti”), e uno su tre controlla la propria e-mail subito dopo il risveglio, anche prima di vestirsi o la prima colazione, mentre il 29% dei “lavoratori mobili” che hanno preso parte (in tutte le categorie di età) ammette che il loro utilizzo della tecnologia mobile ha creato tensioni nelle loro relazioni personali, soprattutto con il partner.

Questo rapporto evidenzia anche alcuni risultati ‘controintuitivi’ presenti nell’uso di lavoro delle nuove tecnologie di comunicazione. Anche se lo scopo della presenza tecnologica è di aumentare l’efficienza e la produttività, la possibilità di azione incontrollata sulle tecnologie stesse favorisce un distrubo continuo dello svolgimento del lavoro. Ad esempio le interruzioni per rispondere alle email in arrivo comportano una significativa rottura nella concentrazione del lavoro in corso e compromettono la qualità stessa del lavoro.

Dove la salute fisica è interessato, il rapporto individua il rischio di problemi alle dita, ai polsi, al collo e alle spalle. Il famoso “Blackberry Thumb”, il pollice da Blackberry (un cenno al precursore dello smartphone) è diventato stenografia comune. “Le condizioni ergonomiche in cui i lavoratori mobili lavorano probabilmente non raggiungono  i requisiti delle leggi dell’ambiente di lavoro”, avverte l’autore.

Le raccomandazioni dell’autore includono la limitazione delle e-mail al di fuori degli orari di ufficio. Egli indica la recente decisione di Volkswagen Germania di vietare e-mail a un dipendente di telefonia mobile  oltre i 30 minuti dopo aver terminato il lavoro.

“E ‘tempo per i sindacati di avviare negoziati per identificare chiaramente qual è il ‘tempo di lavoro effettivo‘ considerando i continui ‘start and stop’ dovuti all’utilizzo delle comunicazioni mobili.Non bisogna pensare di aspettarsi che i dipendenti siano disponibili per lavoro per tutte le ore dei giorno senza nessun guadagn extra” dice l’esperto di salute e sicurezza sul lavoro FNV Wim Van Veelen.

Scarica questa ricerca (in lingua olandese!) “Popma J. (2012) Techno-stress. Verkenning van een risico in opkomst (pdf 855 Kb)
, Universiteit van Amsterdam- Hugo Sinzheimer Instituut” cliccando qui

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